"MEDIA(RE)": una nuova avventura


Mentre ogni giorno si affacciano le proposte delle nuove tecnologie, ci accorgiamo anche che le nostre facce diventano sempre più spente, fredde e senza volto umano: sempre più corriamo il rischio di assimilare il nostro volto agli schermi dei computer, riducendo sempre più l'incontro a una illusione di vicinanza, dove si insinua anche il timore di una effettiva lontananza da noi stessi, dagli altri, dall'Altro e dal mondo. 
L'anonimato ci contagia sempre più; e dietro di esso si nasconde, insidiosa, la paura di accettarci e di accettare il nostro e l'altrui presente, dove giace invece tutta la ricchezza universale.


Saper mediare è la coscienza che possiamo ricreare, per passare attraverso i media, e mediare le realtà, affinchè esse siano vissute da noi e con noi in modo equilibrato, tonificante, umanizzante, imparando, attraverso anche le nuove modalità di comunicazione offerte dal progresso umano, a rivivere meglio i nostri incontri, a gestire le nostre paure, a valutare i nostri timori e le nostre possibilità, per agire di conseguenza e crescere nella condivisione dell'esperienza umana.
Siamo chiamati a questa avventura sempre antica e sempre nuova: porre il sigillo del nostro volto sulle realtà della nostra mente, del nostro cuore e della nostra anima, e mediare tutto questo, nei modi che ci suggerisce la nostra storia, per il progresso universale.